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I VOLONTARI

I volontari sono la linfa vitale dell’Associazione; attraverso di loro si traduce in realtà l’intervento della Provvidenza  che fino ad oggi ha reso possibile e tangibile un vero e proprio miracolo nel paese di Cilavegna.

Un ringraziamento di cuore va a tutti coloro che in questi anni hanno dedicato tempo e risorse alle tante attività della nostra Associazione. Senza di voi tutto ciò non sarebbe stato possibile.


Hai mai pensato di vivere in prima persona un’ esperienza di carità, solidarietà e di amicizia?
Non importa se il tempo che puoi donare è poco! Ognuno dà secondo le proprie possibilità ed attitudini.  Abbiamo sempre bisogno di nuove persone, nuove idee, nuove braccia; non servono particolari doti o carismi, solo buona volontà e un po’ di tempo da dedicare agli altri.

Vieni a trovarci presso il nostro magazzino oppure contatta i seguenti recapiti: 348 1463314 o redazione@pianzolaolivelli.it GRAZIE!

I valori in cui crediamo

In una bozza di introduzione dell’Associazione Pianzola Olivelli al Santo Padre, in preparazione ad una udienza,  Nerino scriveva queste parole, che sintetizzano i valori essenziali e profondi che animano i volontari dell’Associazione stessa:


“…BEATI GLI OPERATORI DI PACE… Noi siamo un gruppo di volontariato che prova a  portare un poco di sollievo a chi soffre… ma che vuole rifuggire da un attivismo gratificante solo per chi opera. Beati gli operatori di pace, vuol forse dire, oggi, che si fa la pace, che si promuove la pace dentro le coscienze, dentro agli animi,dentro le comunità piccole o grandi che siano, anche attraverso dei gesti concreti di solidarietà, … e questa solidarietà è possibile grazie alla generosità di tante e tante persone che, gratuitamente, mettono a disposizione dei deboli i propri talenti e lo fanno con una motivazione e una speranza:

• la motivazione è l’amore cristiano e la solidarietà umana;
• la speranza è la pace.


Beati gli operatori di pace: crediamo sia questo il senso della nostra opera di volontariato, di condivisione di quel poco che siamo e che abbiamo.

SERVO DI DIO NERINO COBIANCHI

L’Associazione Pianzola Olivelli intende presentare la figura di Nerino Cobianchi (1945 -1998), fondatore e presidente della stessa, promotore di tante iniziative ed attività, condotte con uno spirito di carità, a favore dei più poveri tra i poveri, che lo fece amare da tutti quelli che ebbero la fortuna e la “ventura” di conoscerlo, apprezzarlo, rimpiangerne la perdita prematura. Non osiamo pensare dove ci avrebbe portato con il suo sconfinato entusiasmo!

CENNI BIOGRAFICI    
Nasce a Velezzo Lomellina (PV) il 25 giugno 1945; frequenta le Scuole Elementari a Lomello dove riceve la Prima Comunione e la Cresima. Affascinato dal Signore e dalla figura del sacerdote, inizia un percorso di discernimento vocazionale: entra nel Seminario di Vigevano, frequentando la V elementare e la I media; prosegue il cammino scolastico e vocazionale dai Padri Somaschi a Cherasco (CN). Dopo aver compreso che il Signore lo chiamava ad essere suo discepolo come fedele laico, prosegue gli studi a Vigevano.

Nel 1968 è assunto alla Cariplo di Milano: qui si dimostra eccezionale testimone di fede, suscitando adesione a Cristo e alla Chiesa. Si fa apostolo tra i colleghi, dando vita ad un gruppo di spiritualità per meditare la Parola di Dio. La sua testimonianza di preghiera conquista i cuori di molti, attratti dalla sua vita spirituale: essa è il motore del suo servizio ai più deboli.

Nel 1970 sposa Graziella Vitulo e dal loro matrimonio nascono Elena e Andrea. Nel novembre del 1974 si stabilisce con la famiglia a Cilavegna: da subito dimostra una straordinaria capacità di coinvolgere tanta gente, soprattutto giovani, attingendo al Vangelo e offrendo loro uno stile di vita caratterizzato dal dono di sé. Dà inizio a attività di solidarietà, che per quei tempi erano una forma di apostolato nuovo nel campo delle opere di carità.

Il 25 settembre 1989 fonda a Cilavegna l’Associazione Pianzola Olivelli, al servizio di quanti sono ai margini della società. Alla raccolta di denaro, cibo, indumenti per Paesi dell’Africa e dell’Europa, presso il Magazzino della Solidarietà, si aggiunge l’attività di recupero di quanti si trovano in situazioni di disagio. Sorge così la Casa di Accoglienza per ospitare giovani stranieri, donne e bambini in fuga da guerre e maltrattamenti, ragazze vittime della tratta.

Colpito da una grave malattia, la vive con granitica fede e occasione di suprema offerta di sé, non cessando, per quanto possibile, di proseguire la sua attività in favore degli ultimi. Muore prematuramente il 3 gennaio 1998, a 52 anni, lasciando un’eredità preziosa a livello sociale, ecclesiale e spirituale.

CAUSA DI BEATIFICAZIONE

5/9/2019 L’Associazione Pianzola Olivelli si riunisce in Assemblea straordinaria aperta al pubblico, durante la quale i soci e i presenti manifestano la volontà di avviare la Causa e nominano il Gruppo Promotore. L’Associazione in questo modo si costituisce Attore della Causa, impegnandosi a sostenere tutte le azioni necessarie.

7/9/2019 L’ Associazione Pianzola Olivelli nomina il Postulatore Mons. Paolo Rizzi, residente in Roma.

8/10/2019 il Postulatore presenta al Vescovo di Vigevano il Libello di domanda, con il quale chiede l’inizio della Causa e dell’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità del Servo di Dio.

1/11/2019 S.E. Mons. Gervasoni, Vescovo DI Vigevano, promulga l’editto con il quale rende pubblico e porta a conoscenza il Libello di domanda e invita tutti i fedeli a far pervenire alla cancelleria vescovile notizie utili riguardo la Causa, lettere e scritti del Servo di Dio.

31/1/2020 Il Vescovo di Vigevano decreta l’inizio della Causa e nomina Mons. Paolo Bonato (delegato vescovile), Don Lorenzo Montini (promotore di giustizia), Dott. Giovanni Paolo Rabai (notaio).

18/2/2020 Associazione P.O. nomina amministratore del Fondo di beni della Causa Rag. Rita Figgiaconi.

21/3/2020 La solenne cerimonia di apertura dell’Inchiesta diocesana della Causa di beatificazione e canonizzazione, prevista per le 15.30 nella Cattedrale di Vigevano, viene annullata a causa dell’epidemia da Coronavirus.

6/6/2020 alle ore 10.00 il Tribunale ecclesiastico si insedia in forma privata, sempre a causa dell’epidemia, presso la curia vescovile di Vigevano.

Per informazioni, notizie, testimonianze e comunicazioni di grazie ricevute rivolgersi a:

ASSOCIAZIONE PIANZOLA OLIVELLI Via Gravellona 59 – 27024 Cilavegna (PV) – 0381.9693335 – 348.1463314 redazione@pianzolaolivelli.it  

PREGHIERA per la Causa di Beatificazione

O Dio che in ogni tempo susciti nella tua Chiesa testimoni di fede, speranza e carità, ascolta la nostra preghiera: degnati di glorificare il tuo servo Nerino Cobianchi, modello di sposo e padre cristiano.

   Testimone nella sequela di Gesù buon samaritano, egli ha fatto della sua vita dono totale al servizio dei più poveri, degli scartati, degli ultimi, fino a superare i confini nazionali.

   Ci sostenga la tua Grazia, ci aiuti il suo esempio perché possiamo vivere forti nella fede ed operosi samaritani di carità. Per i meriti e l’intercessione di Nerino Cobianchi, concedi a noi le grazie che con fiducia imploriamo.

   Salga a te, Padre, per Gesù tuo Figlio e nella potenza dello Spirito Santo, lode perenne per i secoli eterni. Amen.                                                             

                                                                                                          Maurizio Gervasoni, Vescovo
EVENTI

Maggio 2020 il Vescovo di Vigevano, Mons. Gervasoni, previa interlocuzione con Mons. Mario Tarantola parroco emerito di Cilavegna, propone all’Associazione Pianzola Olivelli e alla Caritas diocesana di attuare, in memoria dell’impegno sociale di Nerino Cobianchi, un’azione di sostegno al personale sanitario impegnato nell’emergenza pandemica da Coronavirus. Le due associazioni individuano alcuni appartamenti sfitti che vengono arredati e resi abitabili e disponibili a medici e infermieri che, per evitare il diffondere del contagio, necessitano di un’alternativa ove trascorrere il periodo di quarantena.

Sabato 3/10/2020 alle ore 15.00 alla presenza di autorità, associazioni, fedeli e privati cittadini, si svolge la manifestazione pubblica di intitolazione di una strada e di un’area verde al Servo di Dio Nerino Cobianchi, presso il Comune di Velezzo Lomellina, suo paese natale. La numerosa partecipazione all’evento dimostra come l’esempio concreto di testimonianza umana e cristiana di Nerino abbia lasciato il segno nel territorio lomellino nonostante siano trascorsi oltre 22 anni dalla sua dipartita

Sabato 17/10/2020 a Garlasco, presso il Santuario della Madonna della Bozzola, si è tenuta la Veglia Missionaria diocesana, alla presenza di S.E. Mons. Maurizio Gervasoni. Promossa dall’ufficio missionario diocesano la serata è stata diretta da don Paolo Nagari, titolare dell’ufficio stesso. Durante la S. Messa, prima dell’omelia, sono state presentate, con immagini e commenti, le figure di Nerino Cobianchi e di due giovani missionari della fede: Carlo Acutis di Milano, deceduto nel 2006 a soli 15 anni, recentemente proclamato beato, e Giulia Gabrieli di Bergamo, mancata nel 2011 a 14 anni nel pieno dell’adolescenza, per la quale è in corso la causa di beatificazione. Le tre figure hanno condiviso in vita l’impegno sociale e la sofferenza causata dal cancro, alla quale hanno saputo rispondere con fede semplice e profonda, testimoniando con gesti e preghiere il coraggio e la speranza di fronte alla malattia. Il Vescovo ha rimarcato l’importanza di questi esempi positivi, ancor più importanti in questo periodo di incertezze e paure per il futuro, e la necessità per ogni cristiano di impegnarsi in prima persona, seguendo l’invito di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2020: “Eccomi, manda me!”.

UNA TESTIMONIANZA:
“Ciao amico”, quante volte ho sentito questa semplice esclamazione accompagnare il fare di Nerino. Con questa esclamazione ci siamo conosciuti, con questa esclamazione mi ha salutato per il suo ultimo viaggio. Anche se durante la malattia quando lo andavi a trovare, dal suo letto di dolore, col sorriso sulle labbra diceva sempre “Ciao amico, come va? “, manco non fosse lui ad aver bisogno di conforto ma noi che lo andavamo a trovare. Il suo ricordo? Quello di un amico semplice, umile, intento a chiedere un favore, un favore però mai per se stesso, ma per chi ne aveva bisogno. Nerino non parlava: operava, faceva. Quando una telefonata mi coinvolgeva in una delle sue nuove avventure, sapevo che, anche con fatica, lui sarebbe comunque riuscito a risolvere il problema. Per la quotidianità del suo aiutare, realizzò la casa d’accoglienza, luogo stabile per rispondere ai bisognosi, che in un primo tempo erano i poveri d’Angola da accogliere e ai quali insegnare un lavoro (idea bella mai realizzata, suo grande cruccio) quindi le famiglie scappate dalla Bosnia e le ragazze the cercavano di affermare un loro diritto alla vita a alla dignità, ragazze cui offrire possibilità di crescere a inserirsi nella società tramite lo studio e il lavoro, con un progetto educativo ancora oggi attuale, che fa di Cilavegna, suo paese d’origine, un chicco d’oro nel granaio del volontariato pavese. Andando controcorrente, in questo mondo consumistico, la realizzazione del magazzino della solidarietà per raccogliere il superfluo che viene dismesso, che lui ci ha insegnato a recuperare per i poveri è un’altra gemma.
Ecco partire container per l’Angola, Sarajevo, l’Albania, la Romania. I semi che Nerino ha sparso germogliano a crescono lì, nel Pavese, dove un gruppo di persone di buona volontà nel suo nome e nel suo saluto “Ciao amico” va avanti a lavorare, a continuare l’opera silente che ha fatto di Nerino un “beato”, come sempre lo ha soprannominato il suo parroco. Ciao Nerino, ciao Amico!

Per dare concretezza a tanti ricordi, promuovere la figura di Nerino, riassumere la sua opera e quella sua Associazione, sono stati pubblicati due volumi che potete richiedere a redazione@pianzolaolivelli.it

 

Nerino

“Folle di Dio”

Nerino Cobianchi

Missionario della Carità


Insieme all'amico Nerino Cobianchi desideriamo ricordare tutti coloro che in tanti modi hanno collaborato con lui e con la sua Associazione e insieme a lui ci aspettano alla Casa del Padre:
achille bonzanini
angela trovati
angelo omodeo zorini
antonio bonaschi
battista campana
carlo nai
carlo vailati
daniela greco d’alceo
davide colli
ferdinanda ferri
franca comeglio
fulvio d’aiello
gaspare trovati
gianni paesan
gianpaolo pregnolato
gina cortese
giordano braghiroli
giovanna granata
giovanni battista pisani
giovanni corbella
giovanni falzoni
girolamo iambrenghi
giuseppe campana
giuseppe labò
giuseppe lorena
lorenzo bellati
luciano magistretti
luigi omodeo zorini
luigia balzarotti
luigino sparapan
maria antonia tornaghi
mons. giovanni locatelli
mons. giovanni nervo
natale zampieri
vincenzo colli
padre leonard orec
remo vitulo
renato corbella
roberto biscaldi
romolo vitulo
rosa meloni
rosalba bonzanini
santina pozzessere
suor giovanna conchi
umberto baratti

vera ndrepepaj

Il Venerabile Teresio Olivelli

 

Nato a Bellagio (CO) nel 1916, Teresio Olivelli frequenta le ultime classi elementari a Zeme, dove la famiglia ritorna nella casa paterna. Dopo il Ginnasio a Mortara e il Liceo a Vigevano, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia, come alunno del collegio Ghislieri.

Nel tempo degli studi ginnasiali, liceali e universitari, come pure nell’anno di insegnamento universitario, a Mortara, a Pavia e a Torino, partecipa intensamente alle attività di Azione Cattolica e della Fuci e della S. Vincenzo, E’ questo il periodo in cui diventa più concreta la sua vocazione alla carità, che testimonia con crescente ardore. Laureatosi nel novembre 1938, si trasferisce all’Università di Torino come assistente della cattedra di diritto amministrativo. Inizia una stagione di intenso impegno socio-culturale, caratterizzato dallo sforzo incessante di inserirsi criticamente all’interno del fascismo, con il proposito di influirne la dottrina e la prassi, mediante la forza delle proprie idee ispirate alla fede cristiana. Questo tentativo di “plasmare” il fascismo è finalizzato unicamente ad affrontare un’emergenza: la costruzione di una società migliore.

Nel 1940 è nominato ufficiale degli alpini: chiede di andare volontario nella guerra di Russia per stare accanto ai giovani militari e condividerne la sorte. Sopravvissuto alla drammatica ritirata, mentre tutti fuggono egli si ferma a soccorrere eroicamente i feriti, con gravissimo rischio. Rientrato in Italia nella primavera del 1943, abbandona definitivamente la brillante carriera “romana” e, all’età di 26 anni, ritorna in Provincia per dedicarsi all’educazione dei giovani come rettore del Ghislieri, avendo vinto il relativo concorso al quale si era presentato prima di partire per il fronte russo.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si trova ancora sotto le armi e, non volendo farsi complice dello straniero che occupa l’Italia, non si arrende ai tedeschi, pertanto viene arrestato e deportato in Germania. Fuggito si inserisce nella resistenza cattolica bresciana. Quella di Teresio Olivelli è sì una partecipazione generosa alla lotta di liberazione con le altre forze sociali del Paese, ma più profondamente è testimonianza viva del Vangelo in tutte le espressioni della carità per l’uomo, in momento in cui si accendono i roghi dell’odio. Fonda Il Ribelle, foglio clandestino di collegamento tra i partigiani di ispirazione cattolica; Scrive la famosa preghiera “Signore facci liberi”, comunemente detta “Preghiera del ribelle”, perché destinata all’orazione dei partigiani, chiamati ribelli. In questo testo definisce se stesso e i suoi compagni “ribelli per amore”. Segue la deportazione nei campi nazisti prima in Italia, poi in Germania: Fossoli, Bolzano-Gries, Flossenburg, Hersbruck: Teresio comprende che è giunto il momento del dono totale e irrevocabile della propria vita per la salvezza degli altri. In questi luoghi aberranti il dovere della cristiana carità portato fino all’eroismo, diventa per lui norma di vita: interviene sempre in difesa dei compagni percossi, rinuncia alla razione di cibo in favore dei più deboli e malati. Resiste con fede, fortezza e carità alla repressione nazista, difendendo la dignità e la libertà di tanti fratelli.

Questo atteggiamento suscita nei suoi confronti l’odio dei capi baracca, che di conseguenza gli infliggono dure e continue percosse. Esse non fermano il suo slancio di carità, a causa del quale è consapevole di poter morire: tuttavia sceglie di correre tale rischio. Ormai deperito, si protende in un estremo gesto d’amore verso un giovane prigioniero ucraino brutalmente pestato, facendo da scudo con il proprio corpo. Viene colpito con un violento calcio al ventre, in conseguenza del quale muore il 17 gennaio 1945.

Il Beato Padre Francesco Pianzola

Nato a Sartirana Lomellina, in provincia di Pavia, il 5 ottobre 1881, Francesco viene a contatto già da piccolo alle fatiche e alle sofferenze degli agricoltori, dei braccianti agricoli e soprattutto delle mondariso che giungono da lonatno in Lomellina per trovare lavoro.
Ragazzo pio, aperto e riflessivo, sente nascere in sè la vocazione sacerdotale. Studia presso il Seminario di Vigevano (PV) e il 16 marzo 1907 viene ordinato sacerdote.
Da sacerdote, Francesco non dimentica i lavoratori dei campi, e, la passione di essere annunciatore del Vangelo nella sua terra, prediligendo gli umili, i dimenticati delle campagne e ora anche delle fabbriche, lo spinge alla predicazione itinerante rivolgendosi al popolo e ai giovani.
Dal contatto vivo e profondo con la sua gente, della quale conosce la fame di verità e dalla conoscenza sofferta della situazione della donna dei campi e nelle fabbriche, percepisce la voce di Dio che lo chiama a realizzare nuove iniziative apostoliche al fine di arrivare a tutti e spezzare per ciascuno il pane del Vangelo.
Fonda perciò la Congregazione delle Suore Missionarie dell’Immacolata Regina della Pace, stabilendo la casa madre a Mortara, il “capoluogo” della Lomellina, perchè “piccoli e poveri Gesù, serve di anime povere” andassero a cercare i più lontani nelle fabbriche e in campagna, nei cortili, nelle periferie, per assisterli e confortarli, per ripetere “con semplicità e amore” la Parola che salva, collaborando al sacerdozio cattolico.
Padre Pianzola, circondato da grande affetto e fama di santità, consumato dalle fatiche e dalla carità, muore nella casa generalizia delle sue suore a Mortara il 4 giugno 1943, dove oggi riposa.
E’ stato definito: ” l’apostolo della Lomellina” dalle autorità ecclesiali, e semplicemente della gente: “al pref sant di mundini”, il prete santo delle mondine.
Papa Benedetto XVI lo ha dichiarato “venerabile” il 26 giugno 2006 e proclamato beato il 4 ottobre 2008 nel Duomo di Vigevano dal cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi, davanti ad una folla di 6 mila persone.

Per informazioni, richieste di immagini e biografie rivolgersi a:
Suore Missionarie dell’Immacolata Regina Pacis
via SS. Trinità 16
Mortara (PV)

I NOSTRI PATRONI

L’Associazione Pianzola Olivelli è nata dall’infaticabile opera di Nerino Cobianchi (1945-1998) ed è intitolata al Beato Padre Francesco Pianzola (1881-1943) fondatore delle “Suore Missionarie dell’Immacolata Regina Pacis”, e al Servo di Dio Teresio Olivelli (1916-1945) morto martire del campo di concentramento di Hersbruck in Germania. Cliccando sui loro nomi potrete leggere alcuni cenni biografici.

Il Beato Padre Francesco Pianzola

Il Venerabile Teresio Olivelli